Immerso nel verde, l’Oratorio di Santa Maria del Paladino – detto “il Paladino” e noto per la devozione a San Fermo – prende il nome dalla presenza, tra XI e XII secolo, di una rocca difensiva prossima agli insediamenti agricoli (dal latino palatium > “palatino”). La chiesetta presenta struttura a capanna con pronao (aggiunto a metà Seicento) e un campanile a base quadrata con tetto a capanna.
In facciata sopravvive un affresco di primo Cinquecento con la Vergine col Bambino tra due Santi – ritenuti San Maurizio e un Santo Vescovo non identificabile (forse Sant’Alberto Quadrelli). L’interno è decorato da una serie di affreschi tardo manieristici, molto lacunosi; spicca, sulla parete destra vicino all’ingresso, un Giudizio Universale con la Bocca dell’Inferno che inghiotte i dannati, esempio vivido della catechesi per immagini.
Sono invece novecenteschi (e meglio conservati) i decori delle volte con simboli religiosi e i tondi delle quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza), firmati da De Vecchi di Cassano d’Adda nel 1919 (firma e data sul catino absidale).
L’opera un tempo più preziosa qui custodita – l’Ancona della Natività di Bongiovanni De Lupi (1480) – è oggi depositata al Museo Diocesano di Cremona.
Testi:
Mons. Dennis Feudatari
Custodi di arte e storia
Fotografie:
Gianluca Colombi
Tour virtuale:
Gianluca Colombi
Pillar Srl
Video drone:
Mario Di Paola
Con il patrocinio del Comune di Rivolta